14 February 2018
Try Nguyen Indieviews

Tri Nguyen – IndieView #1

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[:it]Ho conosciuto Tri e la sua musica in occasione dei 60th Grammy Awards mentre entrambi eravamo in ballottaggio per le nominations. Da subito sono rimasto affascinato dal suo modo di comporre e dall’utilizzo molto interessante che fa del Zither, miscelando i suoni della sua cultura con la musica classica.
Ho apprezzato la grande ricerca e cura che pone nei suoi progetti e ho trovato diverse affinità musicali anche se i nostri percorsi e strumenti sono molto differenti.
Oggi voglio presentarvelo.

Tri Nguyen

Try Nguyen

 

Originario di Saigon in Vietnam da tanto tempo residente a Parigi in Francia con tre album a suo nome alle spalle:

Consonnances uscito nel 2014 con cui ha vinto un Akademia Music Awards e una Gold Medal ai Global Music Awards.
l’EP Journey Between Worlds uscito nel  2016:

 

e infine l’abum con cui l’ho conosciuto, Beyond Borders uscito nel 2017 con cui ha vinto una  Gold Medal ai Global Music Awards ed è stato in considerazione ai 60th Grammy Awards

 

ABOUT YOU

Se riporti tuo pensiero a quando eri un bambino e un adolescente: quali sono i tuoi ricordi legati alla musica?

Avevo 5 anni: ho mosso i primi passi sul pianoforte con il mio primo insegnante di musica. Ho iniziato abbastanza presto per un bambino. Il motivo è legato al fatto che sono mancino e all’età di 4 anni mi sono rotto il braccio sinistro. Così fui costretto a fare le cose col braccio destro e questo mi creo problemi alla parola, all’orientamento, etc. Così i miei genitori hanno deciso di farmi prendere lezioni di piano qualche mese dopo tolto il gesso.

L’indipendenza tra le mani necessaria per suonare il piano ha risolto tutti i miei problemi. Scoprirono che ero portato per la musica e così quando avevo 7 anni, i miei genitori mi mandarono da un vecchio maestro si zither.

Questi sono ricordi indimenticabili, intrecciammo subito una forte relazione. Era un insegnante molto preciso e severo e spesso mi rimproverava, io adoravo quell’anziano musicista erudito. Quando morì tutti i suoi studenti si riunirono vicino alla sua bara per suonare per lui un’ultima volta. Ho ancora questi ricordi vividi nel mio cuore, momento di emozioni intense, un misto di tristezza ed eterna gratitudine.

Qualche studente mi disse che lui mi considerava il suo miglior allievo ed è per questo che era cosi severo con me. Ho pianto quando ho sentito questo.
I miei genitori erano molto orgogliosi delle mie abilità musicali e spesso si vantavano di me. Spesso mi chiedevano di suonare il piano o lo zither quando avevano ospiti a casa. Mio padre morì quando ero adolescente, ma sono grato del fatto che abbia visto quanta strada ho fatto con la musica e del fatto che fosse orgoglioso di me.

Quale è stato il primo album che hai comprato?

Super Trouper degli ABBA!! Avevamo tonnellate di vinili per grammofono a casa, ma nessun disco “pop”. Cosi quello degli ABBA è stato il primo che mi sono comprato.

(NDR) Eccolo qua:

Che musicista ammiri e quale pensi influenzi di più la tua musica?
Debussy, Mozart, Chopin, Rachmaninoff, Arthur Rubinstein, Martha Argerich, Arturo Michelangeli, Bread (a pop group), the ABBA, Nina Simone, il mio maestro di zither master, e un compositore anonimo dell’antica musica Vietnamita.
Penso che l’influenza venga da un misto di tutti questi artiasti: ho apertura mentale per tutti questi generi musicali, ,ma sapendo dove voglio andare e avendo la mia identità.

Quale è il miglior concerto che tu abbia visto?

E’ stato il concerto di una violoncellista cinese che suonava le Variazioni Rococo alla Grand Opera di Pechino qualche anno fa (nel 2012 credo). Non ricordo neanche il suo nome, ma sono rimasto colpito dalla sua autenticità e onestà del suo modo di suonare. Mi ha commosso.

Cosa significa la musica per te?

Ogni singola emozione sulla terra; generosità, umiltà, apertura mentale. La musica è vita, porta pace nell’anima e all’umanità. La musica è la mia vita.

Sei ancora innamorato della tua professione di musicista? Come tieni il tuo entusiasmo sempre vivo?

Haha! Sempre di più. Ci sono alti e bassi. Ogni tanto il lavoro è cosi intenso ed estenuante. Quando sono molto sotto pressione mi dico che forse essere un fruttivendolo, un farmacista o un parrucchiere sarebbe molto più semplice.

Ma penso che sia come la droga, semplicemente non puoi fare a meno di suonare o comporre musica. Poi mi dico anche che sono un ragazzo fortunato e che non ci sono così tante persone che possono fare il lavoro che amano. Sono conscio di avere questo privilegio. Di solito nel bel mezzo della notte, mi sveglio con delle idee per la mia musica, mi alzo e butto giù le note sul mio smartphone e torno a dormire. Prendere questi appunti è una gioia immensa.

Ma puoi condividere quella musica con gli altri, suonala sul palco e parlare della tua musica con il pubblico è estremamente eccitante ed una grande ricompensa.

Fare musica è molto importante, ma bisogna condividerla non tenerla per se stessi. E’ ciò che cerco di fare al meglio. Oltre a comporre e suonare, insegnare è l’altra cosa che cerco di portare avanti con molta cura. E’ un altro modo di condividere. Alcuni musicisti non amano insegnare. Io invece sono fortunato ad amare questa professione, ti rende umile.

Quando hai deciso di diventare un musicista professionista?

Quando ho compiuto 18 anni. Ma non è stato semplice. La mia è una famiglia molto tradizionale.
Essere un musicista eccellente è una cosa, rendere la musica il tuo pane quotidiano è un altra. Ma ci sono riuscito e sono grato al cielo per questo.

Anche se fare il musicista è ciò che faccio per vivere, mi dico sempre che non devo mai darlo per scontato. Devo imparare di più, guardare ancora oltre. Alcuni musicisti che conosco hanno perso la loro passione e diventano solo dei “vado fuori a suonare solo per i soldi” Questo per me sarebbe orribile.

 

Come riesci a far coincidere la tua vita musicale con la vita di tutti i giorni? Come si svolge una
tua giornata “tipo”?
Ahah. Vita di tutti i giorni? Beh, la mia vita è piuttosto comune.
Mangio, faccio esercizi, suono, compongo, mi esibisco. Scherzi a parte, è vero che non ho la stessa routine quotidiana delle “persone normail”. Una giornata tipica? Mi alzo piuttosto tardi, verso le 11:00 (tranne quando sono in tour, devo svegliarmi molto prima), mi occupo dei miei gatti, svuoto le lettiere, gli do da mangiare i croccantini, faccio una doccia, pranzo (è già troppo tardi per fare colazione!), controllo le e-mail, mi esercito al pianoforte, poi passo allo Zither.Poi viene il momento di occuparsi della parte “social” (viviamo nel 21esimo secolo, quindi è parte della
vita di un musicista).
Vado in palestra 2 o 3 volte alla settimana. Prima di cena però do di nuovo da mangiare ai gatti, questa volta cibo in scatola. Amo cucinare, perciò passo un’ora o due a prepararmi da mangiare. Dopo cena inizio a comporre, scrivo sempre di notte, a volte fino alle 2:30 del mattino, poi mangio di nuovo, vado a letto, guardo un telefilm su Netflix e infine mi addormento. Insegnare è un’attività altrettanto importante.
Insegno circa 3 giorni alla settimana. A volte cambio lo schema delle attività che svolgo o ci sono altre commissioni da sbrigare, ma generalmente questa è la mia giornata standard.

Parlaci dei tuoi lavori più recenti (album, tour live, nuovi progetti).
Il mio terzo album è uscito a Febbraio 2017.
E’ entrato nella classifica dei Grammy Awards immediatamente. Ad ottobre 2017 sono partito per un tour
in Vietnam.
Alcuni dei miei concerti si sono svolti all’interno di università e scuole secondarie dove, oltre a esibirmi,
ho discusso di musica con gli studenti. E’ una cosa che adoro: la condivisione. Altri concerti sono stati
più in linea con lo stereotipo dello “showbiz” ma mi sono comunque divertito molto.
Ho presentato 2 delle mie composizioni inedite e la reazione del pubblico è stata molto positiva.
Dopo la campagna per i Grammy molti musicisti mi hanno invitato a collaborare con loro. Non avevano
mai sentito lo Zither prima e si sono innamorati del suono mentre ascoltavano Beyond Borders.
Ne sono profondamente onorato. E’ ciò che amo fare, scoprire nuovi universi musicali, riuscire a collaborare con altri musicisti, imparare e condividere.
Quando ero in Vietnam ad ottobre, VTC10, un canale televisivo vietnamita, ha proposto di fare un documentario su di me. Nulla di speciale, mi piace il tipo di rapporto che ho con la stampa, ma era la prima volta che mia madre era parte di un mio progetto come artista. Mi sono davvero commosso durante la settimana in cui mi hanno affiancato per filmarmi.

Parliamo della preparazione musicale.

Sei un autodidatta o hai studiato musica? Pensi sia importante studiare musica per diventare un
professionista?
Come ho già accennato, ho iniziato a studiare pianoforte a cinque anni e lo Zither a sette. Quando sono
arrivato in Francia anni fa, ho perfezionato la conoscenza del piano presso l’Êcole Normale de Music
(Alfred Cortot ha aperto la scuola per integrarla al Conservatorio di Parigi).
Dipende da quale tipo di musica si scelga di fare da professionista. Alcuni musicisti non hanno mai
frequentato una scuola di musica nella loro vita, e se la cavano benissimo. Dal mio punto di vista, e nel
mio caso, ritengo essenziale avere delle solide basi musicali, di tecnica e teoria. Mi aiutano a
comprendere ciò che faccio, mi permettono di capire ciò che gli altri fanno con più disinvoltura.

Continui a studiare?
Imparo qualcosa ogni singolo giorno!

Parlando di cultura, quale è l’ultimo libro che hai letto?

E’ una domanda complessa quella legata ai libri, essendo io un vietnamita che vive in Francia/Europa.
Per Natale ho ricevuto un regalo da un cugino, un libro che parla di una famiglia asiatica negli Stati Uniti.
Potrebbe essere un argomento attuale data la situazione vigente in America.
Il titolo in Inglese è “Everything I Never Told You” di Celeste NG.

Il libro che ho ricevuto è una traduzione francese: : “Tout Ce Qu’on Ne S’est Jamais Dit“e racconta la
storia di un migrante cinese sposato con una donna americana. La loro figlia di “razza mista” Lydia è stata trovata morta affogata in un lago…
Così rivelazioni sulla vita della figlia vengono a galla e sorgono quesiti sulla posizione degli stranieri nella terra dell’Ovest, a dispetto della loro volontà di far parte della società locale.
Sono molto emotivo quando guardo dei film o leggo un libro. Sono il primo a versare lacrime quando una scena particolarmente toccante è sullo schermo; oppure mi ritrovo con le palpitazioni ogni volta che leggo un libro con il quale riesco a identificarmi.
Mi capita di piangere sul palco quando la connessione con il pubblico si fa così intensa che stento a trattenere le mie emozioni.
Everything I Never Told You” mi ha messo in condizione di pormi domande riguardanti le mie origini essendo io in un paese straniero. Il mio status di artista mi pone in un certo senso in una posizione “differente” agli occhi degli occidentali; ma quando le persone ignorano ciò che faccio, il loro modo di porsi è diverso.
“Everything I Never Told You” mi ha riportato a uno di quei momenti in cui percepisco una certa “riluttanza” da parte delle persone che conosco a mala pena nella mia quotidianità. Ma essere un musicista mi spinge ad andare “oltre le barriere e i confini” e cercare una connessione con gli altri.
E’ un libro fantastico.

Mentre sei in tour, hai modo di migliorare le tue abilità tecniche allo strumento? Ritieni sia importante?
Certo, mi esercito e faccio costantemente prove con altri musicisti durante i tours.
Avere delle solide abilità tecniche mi dà fiducia durante l’esibizione e mi permette di scordare gli ostacoli tecnici così da potermi concentrare sulle emozioni quando suono. E’ essenziale prepararsi con gli altri musicisti.
Salire sul palco quando non sei pronto è orribile!

Album Production

Puoi descrivere il processo che segui quando scrivi una canzone? Cosa ti ispira un nuovo brano?
Prima penso all’idea, poi arriva la melodia. Quando si tratta di una melodia del repertorio ancestrale
vietnamita, scelgo la melodia e cerco di farne la “mia” vita. Le emozioni che provo sono importanti nel
processo. Devo renderle parte di me stesso. Poi aggiungo le armonie, affronto l’intera struttura, infine mi
occupo degli aspetti tecnici degli strumenti. Cerco poi di immaginare come sarà la melodia una volta
suonata, e scrivo lo spartito. Continuo a saltare avanti e indietro per apportare modifiche e migliorie. Mi
piace prendermi del tempo per farlo. La cosa più importante sono le emozioni che provo ascoltando le
note e immagino quali emozioni potrà provare l’ascoltatore. E’ come scrivere una storia, cerco di
raccontarla al meglio, a me stesso e agli altri, con le note.
Le persone che “ascoltano” la storia possono avere le proprie emozioni e sentimenti. Il punto essenziale
è SENTIRE ciò che compongo, e invitare gli altri a SENTIRE, qualunque siano le loro emozioni.
Le emozioni variano a seconda delle persone, ma fino a che persistono, fino a quando raccontano una
storia, restano l’elemento più importante. Amo narrare delle storie e se riesco a farlo attraverso la
musica, è una benedizione.

““Nel maestro di ZIther Tri Nguyen, il Vietnam ha trovato un grande ambasciatore…” Songlines – UK

 

 

Album, single o altro: quale mezzo preferisci per pubblicare la tua musica? E perché?
Album. Di nuovo, è come raccontare una storia in capitoli. Ho pubblicato un EP nel 2016, ma sentivo che
mancava qualcosa. Forse perché non eseguivo sul palco le canzoni dell’EP, mentre riuscivo ad eseguire
quasi tutti i brani dei 2 precedenti album. Forse se farò un altro EP in futuro, dovrò assicurarmi di
suonare i brani in pubblico. Ma ancora una volta dipende dalle modalità, se i committenti sono disposti a
pagare un extra per i musicisti o no…
Come programmi la produzione di un album e la sua pubblicazione?

Oh cielo, questa è una bella domanda. Amo fare le cose correttamente, e con la maggiore cura e professionalità possibile. Dipende tutto da chi collaborerà con me, e da quanti musicisti parteciperanno.
Prima di tutto le idee e le storie dietro ai pezzi devono essere pronte nella mia testa. Le idee arrivano dalla vita quotidiana, da un panorama, persone in strada, una storia letta, qualsiasi tipo di musica che io ascolti, il pensiero della mia terra natia, i miei genitori…
Per il mio primo album, Consonnances, tutti i brani erano pronti quando ho trovato i musicisti con i quali collaborare.

Ma per Beyond Borders, dal momento che dovevo unire diversi universi musicali, la struttura dell’album è nata prima nella mia mente, successivamente sono andato alla ricerca dei musicisti, discutendo dei loro mondi musicale e del mio. A quel punto ho iniziato a comporre. Alcune modifiche possono essere apportate durante questo processo dal momento che mi capita di avere nuove idee mentre provo o discuto con gli altri musicisti.

Oltre al suono, la narrazione e le immagini sono estremamente importanti per me. Pertanto la struttura dell’album deve essere chiara, con una storia coerente. Il libretto deve essere comprensibile, la storia o il messaggio che descrive devono essere di facile lettura ma allo stesso tempo carichi di bellezza.
Per quanto riguarda le immagini, devo essere collegate a me ma le persone che guardano devono poterle apprezzare. Poi c’è l’aspetto finanziario, calcolare i costi, le spese. Una volta che ho tutto pronto, registro in studio.

Tutti devono essere estremamente pronti a ridurre le registrazioni (e il tempo in studio) durante la sessione. Tuttavia ci fermiamo solo quando sento che ci sono abbastanza registrazioni per iniziare a produrre, mixare e masterizzare.
Per Beyond Borders, dato il numero di musicisti coinvolti, ci sono voluti 6 mesi per avere tutte le tracce pronte.
Avevo lavorato 9 mesi all’album. Contattare il fotografo per sistemare le immagini, discutere delle immagini esatte che volevo per l’album. Sessioni fotografiche, selezione, editing, mi piace seguire ogni passaggio.
Contattare il distributore per parlare del periodo di lancio, prendere contatti con i produttori di CD, le tipografie ecc. Questo è un riassunto di ciò che faccio, ma può essere più faticoso e snervante. Ma alla fine la soddisfazione, l’orgoglio che deriva dall’avere in mano il CD, festeggiare con gli amici musicisti è un’emozione inesprimibile. Ho dimenticato di menzionare che, prima dell’uscita del CD, tutti i brani devono essere registrati a PRO o CCO (SACEM per la Francia).

Quando pubblichi un album, quanto è importante per te l’ordine delle tracce? E il tempo tra una traccia e l’altra?
Come ho detto, la sequenza delle tracce deve seguire una storia. La parte difficile è che la storia, quindi l’ordine delle tracce, e la musica debbano condurre l’ascoltatore in un viaggio coerente e piacevole.
Gli ascoltatori probabilmente ignorano questo aspetto a prima vista (ascolto), ma è presente e accade.
Deve esserci stupore, senza scioccare l’ascoltatore. E’ una fase difficile, pertanto devo avere tutto ben chiaro e devo tenere in conto chi ascolterà l’album.
Mi piace lasciare 3 secondi tra le tracce, così da dare all’ascoltatore il tempo di “respirare” e scoprire la traccia successiva.

Produci i tuoi album da solo o preferisci avere un aiuto extra o un produttore che ti guidi? 
Dipende dai casi. Quando sono il produttore dell’album, ne sviluppo personalmente il concept.
Ma mi piace anche discutere con i musicisti che collaborano con me. Non so suonare TUTTI gli strumenti, perciò ascolto attentamente il parere di ciascun musicista per ottenere il meglio da ognuno di loro.
Il mio tecnico del suono è di grandissimo aiuto, ha un ottimo orecchio musicale e gusto artistico.
Ascolto sempre i suoi consigli.
Ma sono io a prendere le decisioni finali. Quando collaboro in registrazioni che non sono mie produzioni, lavoriamo tutti come un squadra, anche se è il produttore ad avere l’ultima parola e io seguono le sue decisioni.
Il mutuo rispetto e la comprensione reciproca sono essenziali.
La connessione tra musicisti è vitale, ma è altrettanto importante che ciascun musicista (incluso il sottoscritto) capisca quale sia il suo posto, così da facilitare i lavori ed evitare situazioni “caotiche”.

Registri i tuoi brani in uno studio professionale affittato, in un Home Studio o in altri modi?
Studio professionale! Benché abbia registrato alcune tracce per un progetto (non mio) in una stanza d’appartamento ed è stato davvero forte! Aneddoti divertenti, in Beyond Borders, parti di alcune tracce erano state registrate a 10000 km da Parigi e mixate in seguito! Ho lavorato con i musicisti via Viber! Mi ci sono voluti 3 mesi per sistemare le cose, ma è stato molto divertente.

Come hai selezionato i musicisti per il tuo album?
Tramite Internet! Ho cercato su Google musicisti che suonassero gli strumenti ai quali ero interessato e li ho contattati, ho suonato con loro e ho fatto la mia scelta. Facebook è altrettanto pieno di sorprese.
Riesco a conoscere moltissime persone di talento e alcune di loro sono diventate amiche, in alcuni casi non le ho ancora incontrate! Molte collaborazioni sono in arrivo e ne sono davvero entusiasta.

Tratti diversamente il missaggio e il mastering nMixato e masterizzato il tuo album/tracce in modi alternativi rispetto al lancio digitale e
fisico?
All my tracks come in 4 formats. WAV 96K; WAV 44K; MP3 320K and MP3 128K. Certain Hi Fi platforms like Qobus demand WAV 96K.

Album Promotion

Are your records only digital or also physically distributed?
Tutti e 3 gli album sono disponibili sia in formato fisico che digitale.

Quali tipi di promozione e marketing hai notato essere più adatti ad un artista indipendente?
Questa è LA DOMANDA più difficile per un artista al giorno d’oggi!!! Si trascorrono giorni e notti infinite sui
social media, a contattare la stampa, a iscriversi a competizioni e premi.
Credo di essere abbastanza bravo in questo, ma preferisco di gran lunga trascorrere tutto questo tempo
a creare musica ed esercitarmi (o a coccolare i miei gatti)!!
D’atra parte andare in tour aiuta moltissimo a vendere la musica, e questa è la parte che adoro. Vendi un
sacco dal vivo dopo i concerti, e adoro esibirmi davanti a un gran pubblico, come tutti no?

Ci sono alcuni analisti dell’industria musicale che sostengono sia in corso un declino del CD. Quale percentuale delle tue vendite sono CD e quale percentuale ricoprono le altre forme (ad es. vendita online)? Prevedi un grande cambiamento in questo ambito per il futuro?
Hanno ragione! I CD sono morti. NESSUNO (o quasi) compra più CD. Virgin Megastore, Barns & Nobles, hanno chiuso tutti! Anche scaricare è un’attività in declino dall’avvento dello streaming.
Ecco perché ITunes ha creato Apple Music, per competere con Spotify e Deezer.
Qobuz che permetteva solo downloads, ora ha una piattaforma streaming.
Il mio distributore dice che tra 5 anni il CD cesserà di esistere.
C’è una tendenza a ritornare al vinile e alle cassette, ma si tratta di vendite ridicole se paragonate alle vendite di CD nel passato.
Giusto per fare un esempio: molte persone hanno scaricato Consonnances quando è uscito nel 2014; nel 2017, quando è uscito Beyond Borders c’è stato un netto cambiamento!
D’altra parte, dopo un concerto dal vivo, una conferenza, le vendite dirette sono favolose e i download salgono alle stelle per alcuni giorni.
Lo streaming ha ucciso l’industria musicale.
Perché mai le persone dovrebbero spendere 15/20 $ per un CD, 10 $ per scaricare un album quando per 10 $ al mese possono avere 60 milioni di tracce? Gli album fisici sono come un abito di alta sartoria.
Nessuno oggi compra abiti di sartoria ma atelier come Dior e Chanel devono programmare degli sfilate di alta moda due volte all’anno. E’ LA vetrina per eccellenza per queste case di moda.
La stessa cosa vale per l’artista. Dobbiamo produrre CD anche se nessuno li compra più.
UNA cosa certa comunque è che io vendo parecchi CD dopo un concerto dal vivo, la gente ha bisogno di vedere gli artisti oggigiorno, hanno bisogno di un autografo sul libretto, hanno bisogno di toccare l’artista in carne ed ossa.Ho parlato della questione CD con alcuni amici musicisti negli Stati Uniti alcuni giorni fa. Mi hanno confermato che i loro prossimi album saranno solo in formato digitale, NESSUNO in formato fisico. Forse hanno ragione?

Come promuovi di solito una tua nuova uscita? Utilizzi esclusivamente social networks o anche altri mezzi?

Uso i social networks. Ma dipende anche da dove promuovo. Nel mondo occidentale è davvero costoso organizzare una conferenza stampa per il nuovo lancio. Ho avuto alcuni contatti a riguardo e ho ottenuto recensioni molto positive, ma non basta. In Vietnam, che è un paese ancora in via di sviluppo, è la stampa a saltarti addosso. Scrivono circa 50 articoli ogni volta. Tuttavia, si tratta solo di stampa locale, non internazionale purtroppo.

Usi i post sponsorizzatii di Facebook/Twitter/Instagram per pubblicità? Credi possano essere utili?
Non li ho ancora provati benché il mio webmaster sostenga che dovrei iniziare a farlo. Lo farò quando mi
proporrà un piano preciso. Spero funzioni. Comunque, come ho detto, le persone non COMPRANO o
scaricano più. Il miglior modo per promuovere la musica oggi è con spettacoli dal vivo, perciò dovrò
lavorare più su questi.

 

 ““Tri Nguyen è un mago che mescola i sapori del mondo a un professionismo musicale” 24OurMusic-
Canada

 

Hai una mailing list? Ritieni sia un “must have” come sostengono molti nel mondo musicale?
Sì, è un “must have”. Io stesso ne ho una con MailChimp.
Dal mio punto di vista, per emergere una persona deve differenziarsi. Sono fortunato che lo Zither vietnamita sia quasi sconosciuto al mondo, rappresenta qualcosa di “nuovo”. Solo accademici e specialisti sanno di cosa si tratti. Questa è la ragione per la quale ho pubblicato solo album con lo Zither e non con il pianoforte. Comincerò a fare una serie di mini video su Youtube per parlare dello Zither vietnamita a partire da febbraio. La gente non sa cosa sia questo strumento, e sono tra i pochi a suonarlo.
La confondono spesso con lo Guzheng cinese o con il Koto giapponese. Sarà anche un’opportunità per promuovere la mia eredità ancestrale in un formato moderno.

Hai una modalità preferita per distribuire il tuo album?
No, non una modalità preferita ma la più efficace: concerti dal vivo e articoli sulla stampa locale.

Pensi che con tutte le alternative digitali, l’emissione radiofonica abbia ancora effetto sul successo di un album? E come fa un artista indipendente a essere trasmesso in radio?
Penso di sì, dipende anche dalla radio.
Se è una stazione radio Internet, non è così efficace ma la radio in diretta sì.
Sono stato ospite di alcune stazioni radio Internet senza alcun risultato. Il problema è come arrivare alla radio in diretta.
Sono colme di nuove proposte oggigiorno e prestano solo attenzione ai prodotti delle etichette più conosciute. La stessa cosa è accaduta quest’anno con i Grammys. SOLO le etichette più famose sono state nominate, con alcuni titoli Indies… Bisogna riflettere su questo.

Cosa ne pensi di servizi streaming come Spotify e Pandora?
Argh!!! Hanno ucciso l’industria discografica! Ok, sono ottimi per gli ascoltatori, ma che ne facciamo degli
artisti? Anche le grandi etichette stanno perdendo soldi. Se continua così, i musicisti usciranno dal
mercato, così non ci saranno più artisti in circolazione a suonare per gli ascoltatori se questi si rifiutano
di pagare l’album. E’ un circolo vizioso. Spotify, Deezer, Apple Music perdono denaro e non sanno come
evitarlo! E’ il pubblico a decidere, e il pubblico sta uccidendo l’industria. Qualcosa dovrà accadere.

Try Nguyen

Live Music

Hai lavorato con delle agenzie o organizzi i tuoi concerti da solo?

Dipende da dove vado.
In Vietnam ho un agente che lavora bene. Nel regno Unito mi affido a un’agenzia che non sta lavorando al meglio. In Francia faccio tutto da solo, ma credo sia ora che mi trovi un agente o un manager. Tengo d’occhio il restante mercato asiatico. Si dice sia il futuro.

Organizzare un tour può dimostrarsi piuttosto dispendioso, specialmente se viaggi con una band all’estero: come fai a gestire tutto, guadagnare e non perdere soldi?
Se siamo solo 2 musicisti, viaggiare non è difficile. Se siamo di più, ho trovato un modo fantastico per ridurre i costi: suono con artisti locali. Invio gli spartiti con un audio della mia registrazione, controllo con Viber o Skype che tutto sia a posto e che abbiano provato le loro parti. Poi, quando arrivo nel paese in questione, dobbiamo solo fare delle prove uno o due giorni prima del tour. La condizione essenziale è che questi musicisti siano seri e affidabili al 100%. I cambi di programma sono una possibilità ma non mi piacciono, e rovinano la reputazione. Possono funzionare se suoni in un club e non ad un grande
evento.

Alcuni dicono che gli House concerts  siano il futuro della musica dal vivo dal momento che molti club stanno chiudendo. Che ne pendi? Ne hai mai organizzato uno?
Non saprei. Ho fatto alcuni concerti da casa all’inizio della mia carriera ma sono molto intimi e non espongono molto l’artista. L’artista ha bisogno di VISIBILITA’, i concerti da casa non ne concedono molta nella mia esperienza. Forse mi sbaglio. Potrei sempre cambiare idea.

Hai qualche suggerimento per chi volesse fare un concerto a casa?
Renderlo professionale. Renderlo speciale. Non una festicciola in cui si riuniscano delle persone per mangiare, bere e ascoltare della musica. L’artista che si esibisce deve essere il CENTRO dell’attenzione. Devono sapere che l’artista ha bisogno di rispetto e concentrazione, che si tratta di un evento raro, anche se l’artista si esibisce in un salotto. Il pubblico sentirà di essere parte di qualcosa di speciale, che LORO sono speciali, e se ne vanteranno dopo lo spettacolo. Il concerto viene prima di tutto, poi bevande e stuzzichini così artista e pubblico possono socializzare.

Ogni volta che suoni un tuo pezzo, regali una grande parte di te alla massa, sei teso prima di un concerto? Se sì, come gestisci la tensione?

Caspita, sono uno da panico da palcoscenico. Penso ti rimanga a vita. E ne ho bisogno. Sarah Bernhardt una volta ha detto: “il panico da palcoscenico è legato al talento”. Ben detto, no? Con gli anni ho imparato a gestire meglio il panico da esibizione. E’ bello quando ti circondi di persone con le quali vai d’accordo.
Devi prepararti bene per lo spettacolo. Esercizio, esercizio, esercizio. Cerco di visualizzare come si svolgerà lo spettacolo prima di salire sul palco, guardando la folla, suonando le prime note e così via. Ripeto, quando si è circondati da musicisti con i quali si è in sintonia, è perfetto. È molto importante per me. In ogni caso, AMO stare sul palco, e nonostante il panico, quando senti una connessione con il pubblico è come essere in paradiso.

Quale è la differenza tra un grande pubblico e uno piccolo?
Direi che la differenza sta più nel TIPO di pubblico. Esibirsi di fronte a 1000 persone che non prestano attenzione alla tua musica non è come suonare di fronte a 50 persone che ascoltano ogni tua nota. In ogni caso, ogni esibizione ha la sua importanza. E tutto dipende dalla connessione che si instaura con il pubblico.
Cerco sempre di costruire QUELLA connessione, che sia di fronte a 50 o 1000 persone. E’ di estrema importanza.

Ognuno di noi ha delle aspettative prima di uno spettacolo, quali sono le tue? Cosa vorresti ricevere in cambio durante un concerto o cosa ricevi già?
Vorrei che tutto filasse liscio, che il tecnico del suono non facesse cavolate con i suoni, che le persone attorno facessero il proprio lavoro e fossero professionali, che io e gli altri musicisti non commettessimo cavolate e qualora accadesse, che fossimo in grado di sistemare le cose (è parte del nostro lavoro).
MA PIU’ DI TUTTO: IL LEGAME con il pubblico.
Amo esibirmi di fronte ad un pubblico che non ha mai sentito la mia musica prima, che non sa cosa sia un Zither vietnamita e poi, durante lo spettacolo, amo poter sentire quella connessione, le intense emozioni che nascono quando suono ogni nota e l’eccitazione alla fine dell’esibizione quando mi rivelano quale fantastica scoperta sia per loro.Anche quando sono al piano, mi è capitato di suonare davanti a persone che non avevano mai ascoltato musica classica e sentirli dire che da quel momento in poi avrebbero cercato di scoprire di più sulla musica classica è davvero una benedizione.
Un artista produce e suona la musica per se stesso, ma lo fa anche per il pubblico e deve poter condividere quella musica per ottenere l’amore che riceve in cambio.

Try Nguyen

Try Nguyen

Music Business

Hai una routine quotidiana? Come controllare e scrivere e-mail, chiamate, cercare nuovi contatti?
Credo di aver già risposto a questa domanda nella sezione precedente. Rispondere alle e-mails, alle chiamate, inviare e-mails, cercare nuovi contatti, curare i social media è PARTE del lavoro del musicista al giorno d’oggi.
Ne faccio una questione di principio rispondere a TUTTI i messaggi e non capisco proprio perchè certe persone non sappiano come rispondere o semplicemente rispondano “ho ricevuto la tua mail,
Le risponderemo subito”. Le persone che non rispondono spesso non riescono ad avere successo oggi, o forse a loro non interessa.

Quale percentuale del tuo tempo dedichi a: “Creare Musica”, “Promozione”, “Organizzare concerti/tour”, “Studiare”, “Leggere”, “Ascoltare musica”?
Caspita, non l’ho mai calcolato. Quando tutto è stato fatto, allora so di potermi rilassare. E’ questione di sapere come organizzare giorni, settimane o mesi. Prima fai le cose e più riuscirai a fare ciò che devi.
Non sono il tipo che direbbe “Lo farò dopo”. Faccio le cose immediatamente, o le appunto in ordine di importanza.

Credi che lo status dell’artista sia compatibile con l’imprenditoria? Ritieni che un artista Indie debba essere anche un imprenditore?
ASSOLUTAMENTE! Un artista oggi DEVE sapere come gestire i suoi affari. Anche se non amo questa parte e preferisco occuparmi dalla mia musica, è parte della vita dell’artista moderno.
E’ molto più semplice lavorare quando tutto è organizzato. Rende la vita più facile a tutti, ai collaboratori, al tuo lavoro, a te stesso!
L’imprenditoria non implica dover fare tutto da soli, ma bisogna capire come suddividere il lavoro da fare.
Se tutti si prendono delle responsabilità, nulla è impossibile.
Sfortunatamente, i musicisti in Francia hanno la tendenza a diventare pigri e irresponsabili… ma questa è un’altra storia.
Come artista, quali solo le principali differenze tra essere rappresentato da una grande etichetta o da te stesso?

Non ho mai firmato un contratto con una grande etichetta ma da ciò che vedo e sento, quando ti unisci a una grande etichetta, perdi parte della tua indipendenza. L’indipendenza di prendere decisioni sulla tua musica, l’indipendenza di scegliere i tuoi video clips, il tuo look, le tue foto e così via.
D’altra parte, avere un’etichetta alla spalle ti risparmia tutta la parte amministrativa e sociale di cui ti devi occupare ogni giorno. Così ti puoi concentrare sulla tua musica senza preoccuparti di nulla.

E’ un equilibrio di fattori. Non direi di essere contro la firma di un cotratto con un’etichetta famosa, avrei solo bisogno di sapere in quale direzione vado, quando raccogliere i frutti e quando impuntarmi. Non si può avere tutto nella vita, fare le scelte giuste è ciò che conta.

A quale PRO (Performing Rights Organization) sei affiliato e perchè l’hai scelta?
Sono affiliato alla SACEM. Sono gli unici in Francia e tra i maggiori al mondo.

In qualità di musicista a tempo pieno ho capito subito che non potevo lavorare solo come musicista ma dovevo allargare le mie conoscenze in diversi ambiti.
Perciò sono diventato un tecnico del suono, compositore e produttore. Nel tuo caso, hai sviluppato altri campi? Quali? Cosa ti piace e cosa non ti piace di ciascuno?

Stessa cosa vale per me. Anche se non sono un tecnico del suono, so esattamente ciò che voglio sentire quando è tutto registrato, rimaneggiato, mixato, masterizzato. Avere persone accanto che mi danno consigli è molto importante. Un campo che ritegno estremamente importante è la “gestione umana”.

Quando lavoro a un progetto mio, devo sapere come selezionare le persone con le quali collaborare.
Gestire le emozioni umane, la sensibilità, capacità e difetti non è semplice. Devo sapere come ottenere il meglio da ognuno e lavorare con loro nelle migliori condizioni possibili.
E’ stata piuttosto dura all’inzio, ma si cresce col tempo. Continua a migliorare di volta in volta.

Le immagini sono anche importanti oggi. Perciò lavorare con creatori di video e fotografi richiede la conoscenza del settore. Le ablità dei musicisti sono d’aiuto quando si tratta del ritmo di un video, per esempio.
Dal momento che dipingo molto, l’equilibrio dei colori e la cornice vengono utili.
Scrivere è parte del lavoro. I libretti e le note dell’album sono molto importanti. Quindi devo occuparmi anche di quella parte. E’ un po’ snervante dover scrivere in 3 lingue, ma una volta che la bozza è pronta, cerco delle persone che mi aiutino a correggere tutto. Io stesso ho scritto i libretti all’interno dei 3 CD dato che raccontare una storia in tutta onestà aiuta. L’interazione con parti terze: tecnico del suono, tipografo, produttore CD, grafico. Tutto ciò potrebbe sembrare semplice ma prima che un CD venga pubblicato, questa parte è mentalmente frustrante se vuoi che le cose siano perfette!
L’unica cosa che non amo per niente è la parte amministrativa, le scartoffie, gli aspetti legali, e così via.
Però se vuoi che le cose siano fatte e vuoi evitare problemi in futuro, devi tuffartici dentro.

Try Nguyen live

Social Networks

Qual è il tuo rapporto con i social networks?

Facebook
Riesco a farmi parecchi amici su Facebook. E’ un buon mezzo per comunicare e promuovere. Ho trovato molti musicisti con i quali lavorare.
Là fuori è pieno di persone eccezionali. Io e te ne siamo un buon esempio!
Devo ammettere che non ho abbastanza tempo per usare Facebook al meglio. Non carico post a sufficienza, non metto “like” agli status altrui ma faccio del mio meglio!
Come con tutti i social media, devi solo sapere come usarlo senza lasciarti invadere o danneggiare. Gli incidenti possono capitare ma è parte del gioco.

Twitter:
Twitter è un buono strumento di promozione. Devo ammettere di essere ancora pessimo con Twitter.
Dovrò essere più attivo. FB e Twitter lavorano in due modi completamente diversi. E’ questione di tempo, ancora una volta.

Youtube:
Non sono abbastanza attivo nemmeno su Youtube. Ma a partire dal prossimo mese, comincerò a fare dei piccoli video settimanali per comunicare di più con i fans e le persone lì fuori.

Instagram:
Instagram è altrettanto utile. Ho trovato alcuni agganci davvero validi su Instagram, anche con i miei rarissimi post.
Un reporter che non avevo mai incontrato mi ha contattato per scrivere una storia su di me.
Quel documentario di 30 minuti era davvero ben fatto. Dovrò solo postare di più!

Ci sono altri social o servizi di cui vorresti parlare?
Qora è buono per guadagnare visibilità. Ma dovrò rispondere a molte più domande e scrivere di più!
Viviamo in un mondo strano in cui un musicista non può più fare solo musica ma deve provare a ottenere la massima visibilità possibile attraverso nella giungla dei social media.
Magari trovare un gestore di community potrebbe aiutarmi, ma non sono abbastanza ricco per quello!

Grazie per aver risposto a tutte queste domande. Prima di lasciarci, hai qualche consiglio per un giovane musicista che sta pensando di intraprendere questa carriera?
Ahah! Quando un musicista inizia questa carriera, se pensa di diventare ricco e famoso dal mattino alla sera, dovrebbe cambiare lavoro. Un musicista è una combinazione di talento, duro lavoro, impegno, passione, umiltà e amore.
E’ giusto che un artista abbia il proprio ego, anzi è essenziale. Ma l’egocentrismo non è egoismo.
Un artista deve amare ciò che è e ciò che fa, ma deve riuscire ad arrivare agli altri dal momento che senza gli “altri”, il pubblico, i fans, gli spettatori, i colleghi, un artista cessa di esistere.In alternativa dovrebbe starsene a casa, suonare la propria musica e chiedere tutte le porte.
La consapevolezza di se stessi è cruciale, ma la generosità, l’empatia e la condivisione sono tutto.
Siate pazienti quando vi capiterà di fallire; se continuerete a imparare, condividere, comunicare prima o poi il successo busserà alla vostra porta. I peggiori nemici di un artista sono la vanità e l’invidia.
Una fantastica persona, una prima donna, Margot Fonteyn un volta ha detto: “Una cosa importante che ho imparato nel corso degli anni è la differenza tra prendere seriamente il lavoro di qualcuno e prendere se stessi seriamente. Il primo passo è imperativo, il secondo un disastro certo.”
Continuate a leggere su: https://www.brainyquote.com/authors/margot_fonteyn
Una cosa importante che ho imparato nel corso degli anni è che la differenza tra prendere seriamente il lavoro di qualcuno e prendere se stessi seriamente. Il primo passo è imperativo, il secondo un disastro certo.
Condividete, siate pazienti e imparate!
Il successo verrà. E se non dovesse capitare, avrete fatto del vostro meglio! E’ già tanto!

ALCUNI LINK RIGUARDO TRI:

Website :https://www.tringuyen.fr/en/

Youtube :https://www.youtube.com/channel/UCvxq24yRe7IL3ayau8DfN6w

Facebook (fan page) :https://www.facebook.com/tringuyenmusic/

Facebook (personal) :https://www.facebook.com/tri.h.nguyen

Twitter :https://twitter.com/tringuyen888

Instagram :https://www.instagram.com/tri_nguyen888/

 

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[:it]Eccoci al secondo appuntamento con le IndieViews, oggi parleremo con la cantautrice Jazz di New York KOSI. Ho avuto il… Read More
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Tri Nguyen – IndieView #1

[:it]Ho conosciuto Tri e la sua musica in occasione dei 60th Grammy Awards mentre entrambi eravamo in ballottaggio per le… Read More
14

February
2018

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[:en]I met Tri and his music during the 60th Grammy Awards while we were both in ballot for the nominations.
From the very beginning, I was charmed by his way of composing and by the highly interesting use he does of his Zither, by mixing the sound of his culture with classical music.
I have admired the great attention and cure that he pays to his projects and I discovered some musical
affinities, even though our paths and instruments are very different.
Today I would like to introduce him to you.

Tri Nguyen

Try Nguyen

 

He was born in Saigon, Vietnam, but he has been long living in Paris, France, where he has produced 3
albums:

Consonnances published in 2014 which won the Akademia Music Awards and a Gold Medal at Global Music Awards.
The EP Journey Between Worlds released in 2016:

 

And his latest the album that got me in touch with him, Beyond Borders published in 2017 which won theGold Medal at Global Music Awards, recently nominated at the 16th Independent Music Awards” and in consideration at the 60th Grammy Awards

 

ABOUT YOU

If we cast your mind back to when you were a kid and a teenager: what are your earliest musical memories?

I was 5 years old : my first steps on the piano with my first music teacher. I began rather early for a kid of my age. The reason was that I was left handed, but then broke my left arm at the age of 4. Being forced to do things with my right hand led to problems with speech, orientation etc. My parents decided to put me on the piano a few months after they removed the cast from my arm. The independance between left and right hands that piano playing required solved all my problems.

They discovered I was gifted for music, and in order to maintain traditions in addition to our opening to western cultures, my parents sent me to an old zither master, the last of his kind, when I was 7. These were unforgettable moments, a master/disciple relationship immediately wove between us. He was very demanding and strict, and often scolded me, but I adored this old scholar and musician. When he died, all his students gathered before his coffin to play for the last time. I still vividly have these memories in my head, a moment of intense emotions, sadness mingled with eternal gratitude. Some fellow students told me afterwards that Master considered me to be his best disciple, the reason why he was so strict with me. I wept hearing this.

My parents were very proud of my musical abilities, and often “bragged” me around. They often demanded that I play the piano or the zither when guests came to our house. My father died when I was a teenager, but I’m grateful that he was able to see how far I had gone in music and make him proud.

Which was the first album you ever bought??

Super Trouper by the ABBA!! lol. We had tons and tons of Deutsche Grammaphon vinyls at home, but no “pop”‘ recordings … so this is what I first bought for myself!

Which musicians do you particularly admire and which one do you think influenced your music?
Debussy, Mozart, Chopin, Rachmaninoff, Arthur Rubinstein, Martha Argerich, Arturo Michelangeli, Bread (a pop group), the ABBA, Nina Simone, my zither master, the anonymous composers of ancient Vietnamese music…
I think it’s a mixture of all these talents that influence my conception in making music : openness to all kinds of music, but knowing where I go and having my own identity.

Which is the best concert that you have been to?

Funny, but it was with a Chinese cellist peforming the Rococo Variations at the Beijing Grand Opera a few years ago (2012 I think). Can’t even remember his name, but I was struck by the authenticity and honesty of his playing. Made my cry.

What does music mean to you?

Every single existing emotion on earth, generosity, humility, openness. Music is Life, it brings peace to the soul, to mankind.
Music is my life.

Are you still in love with your profession as musician? How do you keep your enthusiasm always live?

Haha! More and more!!! There are ups and downs. Sometimes, when the work is SO intense and exhausting, when the pressure is really hard, I say to myself that being a fruit vendor, a pharmacist, a hair dresser would be so much simpler. But I think it’s like a drug, you just can’t do anything else besides playing and composing music. I then say to myself that I’m a lucky guy, and that not that many people out there have the chance to choose a job they like. I’m conscious of this priviledge.
Usually, in the middle fo the night, I wake up with new ideas for my music, I get up, note down the ideas on my smartphone and go back to bed. Putting those ideas on scores and recordings is such bliss. But then SHARING that music to others, performing on stage or talking about music to audiences is expremely exciting and rewarding. Making music is very important, but you have to share that music, not keep it to yourself. That’s what I try to do to my very best.
In addition to composition and performing, teaching is also what I really cherish. It’s another form of sharing, of giving out. Some musicians do not like teaching. I’m lucky I love this, it makes you humble.

When did you decide to be a full time musician?

When I was about 18. I wasn’t that easy. My family is a very traditional family. Being an excellent musician is one thing, to make music your bread and butter is another. But I made it, and am grateful to the Heavens for that.

Even if being a musician is what I do for a living, I always say to myself that I should never take this for granted. I have to learn more, look out there even further. Some musicians I know lose their passion and just become “I go out there to perform just to feed myself” musicians. This would be horrible for me.

How do you manage your music life with your “common” life? What is your typical day like?
Hoho. Common life? Well my life is common enough! I eat, exercise, practise, compose, perform. Jokes aside, It’s true that I do not have the same schedule as “normal people”.
Typical day ? I get up quite late, around 11:00 am (except when I’m on tour, I have to get up much earlier), tend to my cats, empty their litter, give them their nuggets, take my shower, have lunch (too late for breakfast!), look at my emails, practise my piano, then the zither. Then comes all the social media stuff (we’re in the 21st century, this is part of a musician’s life!). Off to the gym 2 or 3 times a week. Before dinner howewer, feeding my cats again, this time they have their canned cat food. I love to cook, so spend an hour or two cooking dinner for myself. After dinner, comes composing time, I always write music at nightime, this could be last till 2/3:00 am, then I eat again, go to bed, watch a TV series on Netflix, then fall asleep!
Teaching is also important. I teach about 3 days a week.
Sometimes I change the order of how I do things, there are other errands to do, but this roughly my typical day!

Tell us more about your latest works (album, live tour, new projects).
I released my 3rd album in February 2017. It got into the Grammy Awards first round. In October 2017, I toured in Vietnam. Some of the concerts took place in universities and high schools, where, besides performing, I talked about music with the students. I really love this: sharing. Other concerts were more “showbiz”, but I had a lot of fun. I presented 2 of my unreleased compositions, the audience really liked them.
I’m starting 2 more compositions, still in their structure form. I like to take my time.
After the Grammy campaign, many musicians have invited me to collaborate with them. They had never heard of the zither before and just fell in love with its sound listening to Beyond Borders.
I’m so honored.
This is what I really like, discovering new universes in music, getting to collaborate with other musicians, learning and sharing.
When I was in Vietnam in October, VTC10, a Vietnamese TV channel, proposed to do a documentary on me, nothing special, I like my relationship with the press, but this is the first time that my mother is present in a story about me as an artist. I was extremely moved during the week when they followed me on film.

Let’s chat about music studies.

Are you self-taught or have you studied music? You think is important studying music to be a Pro?
As I said, I started the piano at five and the zither at 7. When I arrived in France years ago, I perfected my piano at the Ecole Normale de Music (Alfred Cortot opened this school to compete with the Paris Conservatory).
It all depends on what kind of music one is in as a pro. Some musicians have never been to a music school in their lives and are doing fine. In my opinion, and in my case, I think having a solid background in music, technique and theory, is important. It helps me understand what I do, and it enables me to grasp what others do more easily.

Did you keep on studying?
I learn more every single day!!!!

Speaking of culture, which is the last book that you read? (if you want you can say something about)

It’s a profound question about the book, being myself Vietnamese living in France/Europe.

For Christmas, I got a present from a cousin, a book about an Asian family in the US. Maybe a topic which could be “trendy” with the current situation in America.

It’s titled “Everything I Never Told You” by Celeste NG.


The book I received is a French translation : “Tout Ce Qu’on Ne S’est Jamais Dit“hat tells the story of a Chinese immigrant married to a white Amercican woman. Their “mixed raced” daughter Lydia was found drowned in a lake… Then revelations of the daughter’s life came to the surface, and questions were posed as to the position of foreigners in a Western land, however their will to be part of the local society.

I’m extremely sensitive whenever I watch movies, read a book. I’m the first to shed tears when heartfelt scenes are on the silver screen, or have my heart racing when reading a book I can relate to. I sometimes shed a tear on stage when the connection with the public is so intense I can hardly hold back my emotions.

Everything I Never Told You” put me in a position of questionning myself as to my origins in a foreign land. My status as an artists kind of gives me a “different” position in the eyes of the “Western” people; but when people do not know what I do, their attitude somehow is different.

“Everything I never Told You” sent me back to one of these moments when I feel a certain “reluctance” from people I barely know in everyday life, but being a musician pushes me to go “beyond borders and bounderies” and reach out to others.

It’s a beautiful book.

While you are on the road did you find the time to improve your technical skills on your instrument? Do you think is it important??
Yes, I practise and rehearse with other musicians all the time during tours. Having solid technical skills give me confidence in my performances and help me to forget about the technical challenges so I can concentrate on my emotions when I play. Being ready with other musicians is crucial. Getting on stage when you’re not ready is horrible!

Album Production

Can you describe the process you go through when you are writing a song? What inspires you to write?
I think of the idea first, then comes the melody.
When it’s a melody from the ancestral repertoire of Vietnam, I choose the melody and try to make it “my” life. The emotions I feel are important in the process. I have to make it part of myself. Then I pose the harmonies, then go through the structure, then the technical aspects of the instrument(s). I then try to imagine what it sounds like once played, then try to put it on score. But I go back and forth to make alterations and impovements. I like to take my time.
The most important thing is what emotions I have listening to these notes, and imagine what emotions listeners can have. It’s like writing a story, I try my best to tell a story – to myself and to others – with notes. People who “hear” the story may have their own individual emotions and feelings. The most important thing of all is to FEEL what I write; and invite others to FEEL, whatever their emotions are. Emotions change with different people, but as long as the emotions are there, as long as it tells a story, those are the most imortant things. I love to tell stories, and if I can do it through music, it’s a blessing.

“In Zither Master Tri Nguyen, Vietnam has a fine ambassador …” Songlines – UK

 

Album/Ep/Singles any favorite way to release your music? and why?
Album. It’s like, again, telling a story with chapters in it. I released an EP in 2016, but felt I something was missing. Maybe because I didn’t perform on stage the tracks from the EP, whereas I’ve been able to play almost all the pieces from the other 2 albums. Perhaps if I release another EP in the future, I’ll have to make sure I’ll perform all the pieces in public. But again, it’s a question of means, if the venue is ready to pay for extra musicians or not ….
How do you plan an album production and his release?

Gosh, that’s a huge question. I like to have things done properly, and with the utmost care and as artful as possible. It all depends whom I’ll be working with, and how many musicians are invovled. First ideas for pieces and the stories behind have to be ready in my head. ideas I pick from everyday life, seeing a landscape, people in the street, reading a story, listening to any kind of music, thinking of my motherland, my parents …

For my first album, Consonnances, all the pieces were ready when I found the right musicians to work with. But for Beyond Borders, since I had to merge into their respective universes, the structure of the album first began in my brain, but then I had to go hunting for the musicians, discuss about their musical world and mine, then from there start to compose. Some alterations can occur during this process, since I sometimes have new ideas as rehearsals or discusssions with the other musicians move on.

Besides sound, storytelling and visuals are extremely important to my eyes. So the concept of the album has to be clear, the story it tells coherent. Then the booklet has to be easy to understand, the story or message it carries has to be easy to read but at the same time filled with beauty. Comes the visual, something that relates to me, but that people who look at it will appreciate.
The financial part, calculating the costs, the expenses.

Once I have everything in place, recording at the studio. Everybody has to be ultra ready to reduce takes (and studio time) during the recording sessions. However, we only stop when I feel that there are enough good takes for editing and mixing, mastering. For Beyond Borders given the quantity of musicians involved, it took me 6 months to have all the tracks ready. I had worked 9 months on the album.
Contacting the photograph to get the visual in place, discussing about the exact visual I want for the album. Photo sessions, choices, photo editing, I like to follow each step.
Contacting the distributor to discuss about the release period, getting in touch with CD makers and printers etc. etc. etc.

This is summary of what I do, but it could more exhausting and mind wrecking!
But in the end, the satisfaction, the pride I can have holding the CD in my hand, celebrating all this with my fellow musicians, all this is just beyond words.
Forgot to mention, before the Cd comes out, all pieces have to be registered at PRO or CCO (SACEM for France).

When you release an album how much is important for you the tracklist? And the time between the tracks?
Like I said, the tracklist has to follow a storyline. The difficult part is that the storyline, thus the order of the tracks, hence the music, has to guide the listener through a journey with coherence and comfort. She/he may not be aware of this at first glance (listening), but it sinks in, and the story takes place. It has to bring surprises without shocking the listener. It’s a tough part, so all has to clear in my head, and I have to think of the people who listens to the album.
I like to leave about 3 seconds between each tracks, so the listener can have time to “breathe” and discover the following track.

Do you produce your records by yourself or do you prefer to have some extra ears or a producer to guide you?
It all depends on the case. When I am the producer of the album, I come up with the concept of the album. But I like to discuss things with musicians I work with. I do not play ALL instruments, so I listen very carefully to every single instrumentalist to get the best of each. My sound engineer is also of great help and has an extremely keen ear and good taste. I listen to him a lot. But I make the final decisions.
When I work in recordings with other productions that are not mine, we work as a team, but the producer has the final word and I follow her/his decisions.
Mutual respect and understanding is essential. A connection between musicians is vital, but it’s extremely important that each musician (me included) knows where she/he stands, it makes things so much easier and avoids “chaotic” situations.

Did you record your music in a rented professional studio, home studio or in any other way?
Rented professional studio! Though I have recorded a few tracks for some projects (not mine) in an apartment room and it was really cool!
Funny anecdotes, in Beyond Borders, part of some tracks were recorded 10 000 kms from Paris and mixed afterwards! I worked with the musicians through Viber!! It took me about 3 months to get things done, but it was so much fun.

How did you choose the musicians for your album?
Via the internet! I googled musicians with the instruments I was looking for and contacted them, played with them and made my choice!
Facebook is full of surpises too. I get to know so many talented people and some of them have become really good friends, some of which I’ve never met yet! Many collaborations are on the way and I’m really excited.

Did you mix and master your album/tracks in different ways for digital and physical releases?
All my tracks come in 4 formats. WAV 96K; WAV 44K; MP3 320K and MP3 128K. Certain Hi Fi platforms like Qobus demand WAV 96K.

Album Promotion

Are your records only digital or also physically distributed?
All 3 records are available in physcial and digital distribution..

What types of promotion and marketing have you found to work best for an independent artist??
That is THE toughest part for an artist nowadays!!! Endless days and nights on social media, contacting the press, submitting to competitions and awards. I think I’m quite good at this, but SO prefer to spend all this time to create more music or to practise (or spoil my cats)!!
On the other hand, touring is a very good way to sell your music too, and I love this part. You sell a lot of physicals after concerts, and I love to play in front of a crowd, who doesn’t?

There are some music industry analysts who argue that the CD is dying. What percentage of your sales are physical CDs and what percentage of your sales are in other forms (e.g. online)? Do you see that changing significantly in the future?
They’re right! CDs are dead. NO ONE (or almost) buy CDs anymore! Virgin Megastore, Barns & Noble, they all closed down! Even donwloading is agonizing since the invention of streaming, that’s why Itunes came up with Apple Music to compete with Spotify and Deezer. Qobuz who only did downloads, now has a streaming playform. My distributor says that in 5 years’ time, CDs will cease to exist.
There’s a trend coming back to vinyls and cassettes, but these sales are ridiculous compared to CD sales in the past.
Just to give an example: people downloaded a lot Consonnances when it was released in 2014, in 2017, when I released Beyond Borders, I can see the difference!
On the other hand, after a live concert, a conference, direct physical sales are fabulous, and downloads jump up for a few days.
Streaming killed the music industry. Why should people pay 15/20 $ for a physcial, 10$ for an album donwload, when for 10$/month they can get 60 million tracks?
Physical albums are like “couture dresses”. No one buys couture dresses nowdays, but houses like Dior or Chanel have to come up with couture fashion shows twice a year. It’s THE window for these houses. Same thing for artists. We have to come up with physical CDs even though nobody buys them anymore.
ONE thing for sure though, I DO sell a lot of CDs after a live show, people need to see the artists nowdays, they need your autograph on the booklet, they need to touch the artist in the flesh.
I discussed about physical CDs with some musician friends in the US the other day. They clam that their next albums will be solely digital, NO physicals. perhaps they are right?

How do you normally promote your latest releases? Do you use only social networks or also other ways?

I use social networks. It depends on where too. In the Western world it’s very expensive to have the press talk about your release, I contacted a few, and have had very positive reviews in return, but it’s not enough. In Vietnam, it’s still an emerging country, so the press just jumps at you. I have about 50 articles each time. However, this is only local, not international, alas.

Do you use Facebook/twitter/instagram sponsored post for promotion? You think could be they helpful?
I haven’t tried this yet, though my webmaster says that I should begin to do this. I will when he comes up with a precise plan. Hope it will work.
However, as I said, people don’t BUY or download anymore. The best way to advertise for one’s music nowadays is through live shows. I’ll have to work more on that too.

 

 “Tri Nguyen is a magician who combines worldliness with skilled musicianship.” 24OurMusic – Canada

 

Have you a mailing list? You think is a “must have” as most people in music business said?
Yes it is a “must have”. I do have one with MailChimp.
The problem is to get more subscribers to your newsletters. When I look at the analytics, only 30% of the people you send newsletters to open them. The world is OVERWHELMED with media, news, textos, emails, social networks. IMHO, in order to stand out, one has to do something apart. I’m lucky the Vietmamese zither is almost unknown to the world, it’s something “new”. Only academics and specialists know what it is. Reason why I have only released records with the zither and not the piano.
I’ll start a series of short videos on Youtube to talk about the Vietnamese Zither starting February. People don’t know what this instrument is, and I’m one of the few to play it. They often confuse it with the Chinese Guzheng or the Japanese Koto. It will also be an opportunity to promote my ancestral heritage but in a modern way.

Have you a favorite way to distribute your album?
Not a favorite way, the most efficient ways : live concerts and articles in the press.

Do you think that, with all the digital alternatives, radio airplay still has an effect on the success of a release? And how does an independent artist get radio airplay?
I do, it depends on the radio too. If it’s internet radio, not that effective, mainstream radio, yes.
I’ve been on a few internet radio stations, no results.
Problem is HOW to get on a mainstream radio. They are overwhelmed with music releases nowadays and only pay attention to music released by major labels. Same thing happened this year with the Grammys. ONLY major labels were nominated, sprinkled with a few Indies…
Will have to think about this.

What do you think about streaming services like Spotify and Pandora??
Argh!!! They killed th music industry! OK, it’s good for listeners, but what about the artists? Even major labels are loosing money. If this goes on, musicians will drop out of business, then there will be no more artists out there to make music for the listener who refuse to pay for an album. It’s a vicious situation. Spotify, Pandora, Deezer, Apple Music LOSE money, and they don’t know what to do! The public decides, and the public is killing the industry. Something has to happen.

Try Nguyen

Live Music

Did you work with booking agencies or you manage your own gigs?

Depends where I am again. In Vietnam I have an agent we’re doing fine.
In the UK, I have an agency but they’re not good.
In France I was a DIY guy, but I think it’s time I get an agent or a manager.
I have an eye on the rest of the Asia market. People say it’s the future.

Organizing a tour could be really expensive especially if you travel with a band far away from your country, how do you manage everything to earn and don’t loose money?
If we’re only 2 musicians, travelling is not difficult.
If we’re more, I’ve found a terrific way to cut down costs: I play with local musicians. I send them scores + audio of my music in advance, verify through Viber or Skype that all is in place and that they have practised their parts, then when I get to the specific country, we only have to rehearse a day or two before the tour. The condition is that these musicians have to be serious and that you can count on them to be 100% ready.
Backing tracks are a solution but I don’t like it, and it’s not good for the image. But it could work if you’re playing in a club and not a big venue.

Somebody says that House Concert are the future of live music as many club are closing. What do you think about it? Have you organized any?
I don’t know about that. I’ve done a few house concerts at the beginning of my career, but it’s very confidential and doesn’t expose an artist that much. Artists need EXPOSURE, house concerts don’t do that much, from my experience.
Maybe I’m wrong. I can always change my mind!

Do you have any suggestions for somebody who would host an house concert?
Make it professional. Make it something special. Not a party where people gather, eat, drink and half-listen to music. The artist who’s performing has to be the CENTER PIECE. They need to know that an artist needs respect and concentration, that’s it’s a rare event, even if the artist is playing in a living room. The public will feel that they’re are into something special, that THEY are special, and they can brag about it after the show.
Concert first, then drinks and finger food so the artist and the public can get to socialize afterwards.

Every time you play your music you are giving a big part of you to your crowd, do you feel tension before a concert? If yes how do you manage it?

Gosh, I’m a stage fright guy. I think it stays for life. And I need it. Sarah Bernhardt once said : “Stage fright comes with talent.” Well said huh?
But over the years, I’ve learned to control that stage fright better. It’s good when you surround yourself with people you go along well with. And you really have to be ready for the show. Practise, practise, practise.
I visualize how the show goes on before stepping on stage, seeing the crowd, playing the first notes etc. Again, when you’re surrounded by musicians you really get along with, it’s perfect. This is very important for me.
In any case, I LOVE being on stage, and with all the stage fright, when you feel a connection with the crowd, it’s heaven.

Which is the difference between a big audience or a small one?
I woud say the difference between the KIND of audience.
Performing in front of 1000 people who don’t pay attention to you music is not the same thing as performing in front of 50 people who are there to listen to every note. Whatever the case, every single performance has its importance.
And it all depends on the connection one can get with the audience. I always try my best to get THAT connection, were it to be in front of 50 people or 1000. It’s of the utmost importance.

Each of us has some expectations before a show, which are yours? What would you love to “have back” during a concert or what you already receive?
That everything goes on smoothly, that the sound engineer doesn’t fuck up with your sound system, that people around do their work and be professional, that you and the other musicians don’t fuck up and even if we do, know how to fix things (it’s part of the job). AND MOST OF ALL : THE CONNECTION with the public.
I love playing before a public who has never heard of my music before, who doesn’t even know what the Vietnmaese Zither is, but then during the show, I can feel that connection, the intense emotions as I plug each note, and the excitement at the end onf the show where they tell me what a wonderful discovery it was for them.

Even when i’m on the piano, I’ve played in front of people who had never listened to classical music before, and to hear say that from then on, they would find out more about classical music, is just a blessing.
An artists makes and plays music for himself, but he does it also for the crowd, and has to share that music to get the love he gets in return.

Try Nguyen

Try Nguyen

Music Business

Have you a daily business routine? Checking/writing E-mail, phone calls, create new connections?
Think I answered that in the above section! Responding to emails, phone calls, sending out emails, creating new connections, being on social media is PART of a musician’s job nowadays. I make a point in answering ALL messages, and just don’t understand why certain people don’t even know how to answer, or just to say “got your mail, will answer soon”. People who don’t reply often cannot succeed nowadays, or maybe they don’t care.

Which percentage of your time is dedicated to: “Creating Music”, “Promotion”, “Organizing gigs/tour”, “Studying”, “Reading”, “Listening Music”
Gosh, I’ve never calculated that. As long as all is done, that’s where I can relax. It’s a question of knowing how to organize your day or week or month. The sooner you get things done, the more you can do things you have to do. I’m not the kind of guy who would say “I’ll do it later”. I do things right away, or note them down in order of importance.

Do you think that the Artist status is compatible with the entrepreneurship? Do you think that an Indie artist needs to be also an Entrepreneur?
ABSOLUTELY! An artist nowadays HAS to know how to handle his business. Even, though I don’t like this part, and prefer to spend more time on my music, it’s part of an artist’s life nowadays. It’s so much easier to work when everything is organized. It makes life easier for everyone, your collaborators, your work, yourself!
Entrepeneurship does not mean one has to do everything oneself, but one has to know how to share the work that has to be done. If everybody takes responsability, nothing is impossible. Unfortunately, musicians in France tend to become lazy and irresponsable .. but it’s another story.
As an artist, which are the biggest differences between being represented by a major label or being representing by yourself?

I’ve never signed with a majot label myself, but from what I see and hear, when you’re with a major label, you loose some of your independance. Independance to make decisions about your music, independance to choose your video clips, your look, your visuals etc.
On the other hand, having a major label behind you will ease you of all the administration or social stuff you have to do everyday. And you can concentrate on you music and not worry about everything.
It’s a balance of things.
I wouldn’t say that I’m against signing with a major label, I’ll just have to know where I go, when I should yield and when I should stand my ground. You just can’t have it all in life, making the right choices is what’s important.

Which PRO (Performing Rights Organization) are you affiliate with and why did you choose that?
I’m with the SACEM. They’re the only ones in France and one of the biggest in the world.

As a full time musician I immediately realized that I can’t only work as musician and I should extend my expertise in different fields. So, I became a Sound Engineer, composer, producer too. Did you also develop different fields? Which one? What do you like and do not like about each one?

Same here. Even though I’m not a sound engineer, I know exactly what I want to hear when everything is recorded, edited, mixed, mastered. Having people around to advise me is also very important.

One field that I think is extremely important is the “human management”. When I’m working on a project that’s mine, I have to know how to choose people I work with. Handling human emotions, sensibilities, capacities or flaws is not simple. I have to know how to get the best of everyone and work with them in the best conditions possible. It was quite hard at the beginning, but you grow with time. I’m doing better as time goes by.

Visuals are important nowadays too. So working with video makers or photographers requires knowledge in the field. Musician skills help when it comes to the rhythm of a video for example. Since I paint a lot, the balance of colors and frame come in handy.

Writing is part of the work. Booklets and album notes are very important. So I have to develop that part too. It’s rather exhausting when yo have to write in 3 languages, but once the draft is done, I get people to help me proofread everything. Booklets in all 3 CDs were written by myself, telling a story with sincerity helps.
Interaction with third parties: sound engineer, printer, CD manifacturing, graphic artist. All this could sound simple, but before a CD comes out, this part is mind wrecking if you want things to be perfect!
The part I really don’t like is the administration part, paper work, legal aspects etc. But well, if you want things done and to avoid problems in the future, you just have to dive in!

Try Nguyen live

Social Networks

What’s your relationship with the social networks?

Facebook
I make a lot of friends on Facebook. It’s a good way to communicate and promote. Found a lot of musicians to work with too. There are plenty of awesome people out there. You and I are a good example!
I have to admit I do not have enough time to fully use Facebook. I don’t post often enough, or “like” other status’ enough, but I try my best!
As in all social media, you just have to know how to use it and not let it invade or harm you. Accidents may happen, but that’s part of the game.

Twitter:
Twitter is a good means to promote. i have to admit I’m still very bad with Twitter. Will have to be more active. FB and Twitter work in entirely different ways. Matter of time again.

Youtube:
Not active enough with Youtube either. But starting next month, I’ll start doing weekily short videos to connect more with fans and people out there.

Instagram:
Instagram is also good. I got a few very good connections through Instragram, even with my so very rare posts. A reporter I had never met contacted me to do a story about me. The 30 min documentary was really well done. Will only have to post more!!

Any other social or service you want to talk about?
Qora is good to get exposition. But i’ll have to answer more questions and write more!
We live in funny world where a musician can no longer just makes music, but has to try and get the most exposure possible through this jungle of social media.
Maybe getting a community manager would help, but I’m not rich enough for that!!

Do you have any suggestions for a young musician that is thinking to start with his carrer?
Aha!!! When a musician starts a career, if he thinks he’ll be rich and famous overnight, then I think he should change jobs.
A musician is a combination of talent, hard work, commitment, passion, humility, and love.
It’s good for an artist to have ego, it’s essential. But egocentricity does not mean selfishness. An artist must love what he is and what he does, but he has to reach out to others, since without “others”, the public, the fans, the audience, the colleagues, an artist ceases to exist. Or then he should stay home, play his own music and shut all doors.
Self awareness is crucial, but generosity, empathy, sharing are everything. Be patient when failure happens, but if you continue to learn, to share, to reach out, then sooner or later, success knocks at your door.
The worst ennemies of an artist are vanity and envy.
A grand lady, prima donna, Margot Fonteyn once said : “The one important thing I have learned over the years is the difference between taking one’s work seriously and taking one’s self seriously. The first is imperative and the second is disastrous.
Read more at: https://www.brainyquote.com/authors/margot_fonteyn
The one important thing I have learned over the years is the difference between taking one’s work seriously and taking one’s self seriously. The first is imperative and the second is disastrous.
Read more at: https://www.brainyquote.com/authors/margot_fonteynThe one important thing I have learned over the years is the difference between taking one’s work seirously and one’s self seriously. The first is imperative and the second is disastrous”.
Share, be patient, and learn! Success will come. If it doesn’t, you did your best! That’s good enough!

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